ITINERARI e VISITE CULTURALI GUIDATE in Toscana

siena (si)
Siena citta' rivale di Firenze
Partenza : 10.00 - Rientro : 18.00
Siena,una citta\' unica nel suo genere, vivrete un bellissima emozione nel passeggiare nei vicoli di Siena. Cosa dire della Piazza del Campo unica al mondo, il piccolo gioiello chiamato \" museo civico \". Non dimenticate di visitare: il santuario di Santa Caterina da Siena, Chiesa dii San Domenico, Fontebranda antica fonte di acqua-

san gimignano (si)
Famosa per le sue torri
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.00
San Gimignanoe\' patrimonio dichiarato dall\'unesco, citta\' unica nel mondo per le sue torri. da non perdere come visita: piazza del Duomo, museo della tortura, e se siete stanchi fermatevi nella pizza della cisterna e mangiatevi un gelato nella famosa gelateria , premiata per la sua qualita\'.

firenze (fi)
Firenze ti amo
Partenza : 10.30 - Rientro : 19.00
Benvenuti a Firenze, una citta\' gioiello che tutti nel mondo conoscono. vi consigliamo di visitare;
piazza Santa Croce, Piazza del Duomo;Battistero;piazza della Repubblica , non dimenticate di visitare il -porcellino, un antica tradizione narra che se strusci il naso del porcellino e getti una monetina pensando ad un desiderio, questo si realizzera\'

barberino val d'elsa (fi)
un borgo premiato con bandiera arancione
Partenza : 10.00 - Rientro : 5.00
Piccolo borgo , incastonato nelle dolci colline del chianti a meta\' strada tra Firenze e Siena. vi consigliamo di passeggiare tra le stradine del borgo, visitate la bellissima chiesa ed uno spettacolare panorama. Ma non perdete l\'occasione di assaggiare il famoso formaggio di -bastiano-, andare per cantine ad assaggiare vino. Vi consigliamo una breve visita alla chiesa di sant\'Appiano .

monteriggioni (si)
BORGO FORTIFICATO
Partenza : 10.00 - Rientro : 12.00
vi consigliamo questa breve escursione in questo borgo fortificato. Non perdete l\'evento di luglio quando per 1 settimana si ritorna indetro nel passato con vestiti, moneta, lingua. uno spettacolo da non perdere

greve in chianti (fi)
la piazza chiantigiana piu' famosa
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.00
L\' attuale territorio di Greve è una terra di antico insediamento, come provano la stratificazione toponomastica ed alcuni ritrovamenti (Canonica, Citrulle, Casole, Lucolena), che troviamo nel Medioevo inserita nel contado fiorentino in diocesi di Fiesole. Greve era allora \"un piccolo borgo nel piviere di San Cresci di Monteficalli\", destinato però a svilupparsi come \"mercatale\" ad un incrocio di strade che conducevano a Firenze, nel Valdarno superiore, in val di Pesa e nel Chianti. Anche se altre località svolsero funzioni di luogo di scambi, come Strada e Robbiana, crebbe poi tanto da divenire capoluogo della omonima comunità leopardina che, nella seconda metà del XVIII secolo, sostitui\' le \"leghe\" di Val di Greve e di Cintoia, già riunite in un unica podesteria. Sul mercatale di Greve, incentrato urbanisticamente sulla suggestiva piazza triangolare ancora cinta di portici, convergevano gli interessi di vari castellieri dei dintorni, i più importanti dei quali erano Montefioralle, una vera e propria \"terra murata\" con un castello feudale e la chiesa, Panzano, che fu dei Firidolfi ed originò un borgo che fu per secoli il centro più popoloso del territorio, Lamole, di minor consistenza ma al centro di un\' area di intenso popolamento sparso, e più lontano, sul versante opposto dei Monti del Chianti, Lucolena, che ha perso ormai le fortificazioni.Visitate :
Montefioralle, la piazza di greve con i suoi negozi. non dimenticate di fare una sosta dalla macelleria \" falorni\",dove troverete tutte le spicialita\' chiantigiane di salumi tipici. e che dire volete mangiare in relax: bhe vi consigliamo una sosta a Monte San Michele, vi e\' un parco immerso nel silenzio dove vi e\' un complesso di risotrante,bar,bed&brekafast veramente indicato per una sosta all\'insegna del riposo.

radda in chianti (si)
luogo dove e' nata la lega del chianti
Partenza : 11.00 - Rientro : 15.30
Posto al centro del Chianti il teritorio raddese, pur denunciando la sua antichità insediativa con toponimi di origine etrusca (si veda Garbina, Modane, Spanda, Vecine, Vercenni, etc.), e latina (Bracciano, Caperano, Livernano, Lusignano, Pornano, etc.), solo di recente ne ha avuto consistenti testimonianze archeologiche, con gli scavi presso il Poggio la Croce e la Malpensata, dove sono stati riportati in luce importanti reperti etruschi.Quando la Repibblica di Firenze, a partire dalla metà del XIII secolo, organizzò i \" popoli \" del suo contradoin \" leghe \", il territorio del Chianti andò a formarne una delle maggiori - tanto da essere diviso in \" terzieri \" -, documentata tra le prime all \'inizio del Trecento. capoluogo di un terziere e poi dall\' intera lega fu il castello di radda - che ormai aveva assunto il carattere e le dimensioni di una \" terra mutata \", come dimostra il quattrocentesco Palazzo Pretorio, ancora ornato nella facciata dagli stemmi dei podestà che vi si succedettero. da visitare il paese ,vistarenni, badia coltibuono, san donato in perano per non dimenticare il piccolo borgo di Vertine.

san casciano in val di pesa (fi)
un passo da Firenze
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.00
Il territorio di S.Casciano risulta abitato già in epoca etrusca come dimostrano i ritrovamenti di Montefiridolfi (Tomba dell\'Arciere) e Valigondoli (scavi di Poggio La Croce). In epoca romana era una stazione di posta (mansio) al decimo miglio da Florentia. Il toponimo Decimo è rimasto alla vicina pieve di Santa Cecilia citata già nel 1043. Fù un feudo dei vescovi fiorentini che nel 1241 concessero i primi statuti civili. Nel 1278 l\'amministrazione passò alla repubbica di Firenze. Privo di qualsiasi difesa diventò preda degli avventurieri. Fu infatti occupata in ordine da: Arrigo VII Imperatore dal novembre 1312 al gennaio 1313, da Castruccio Castracani nel febbraio 1325 e nel luglio del 1343 da Fra Moriale.A seguito di questi fatti la repubblica fiorentina decise nel 1354 di fortificare il borgo. Le mura di forma vagamente poligonale erano pronte nel 1355 e a maggior garanzia di difesa nel 1356 fu aggiunto un cassero, in parte tuttora esistenti. In precedenza il Duca d\'Atene aveva progettato di trasformare il villaggio in un castello da ribattezzare Castel Ducale,il progetto tramontò insieme al suo ideatore. Nel 1494 Carlo VIII re di Francia si accampò in prossimità del paese senza però farvi ingresso. Prima di andarsene comunque fece un cospicua donazione al locale convento francescano.Nel 1512 presso L\'Albergaccio (località Sant\'Andrea in Percussina) iniziò l\'esilio di Nicolò Machiavelli e fu in quel periodo che poté scrivere le sue opere più note come Il Principe e La Mandragola. Con la nascità del Granducato di Toscana cessò la sua funzione militare e la storia seguì quella regionale.

tavarnelle val di pesa (fi)
Alla scoperta di tavarnbelle val di pesa
Partenza : 10.00 - Rientro : 18.00
Tavarnelle fu una stazione romana, citata come Tabernulae in un documento del 790. seguì le sorti della repubblica fiorentina rimanendo però estranea alle lotte che opposero fiorentini e senesi.Fino al 1892 faceva parte del comune di Barberino val d\' Elsa,il 1 gennaio 1893 divenne comune autonomo.
Da visitare: la chiesa del Borghetto, San donato in Poggio,sambuca ed il suo ponte romano e per finire la bellissima \" Badia a Passignano\" , famosa per il cenacolo del Ghirlandaio.
A Tavarnelle sono presenti anche i musei; dell\'Arte del Contadino, il Museo di Arte Sacra

tavarnelle val di pesa (fi)
Museo di Arte Sacra
Partenza : 15.30 - Rientro : 18.00
il Museo di arte sacra, e\' un piccolo gioiello di Tavarnelle ,qui potete osservare quadri sacri, oggetti sacri di tutte le chiese sconsacrate . alcuni oggetti di notevole pregio come alla chiesa del Borghetto, la famosa Madonna di neri di Bicci

impruneta (fi)
famosa per il cotto Fiorentino
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.00
Tutta la storia del paese è legata a questo santuario. Probabilmente in epoca etrusca (VI secolo AC) sul luogo era presente un santuario legato ad una divinità salutare. In epoca alto-medievale nasce l\'attuale basilica (1060 circa), in seguito al ritrovamento della sacra immagine della Madonna oggi conservata nel santuario (vedi sotto). L\'edificazione del santuario fece anche nascere un gran movimento di pellegrini con conseguente sviluppo di un mercatale. Questo portò allo sviluppo di tutto l\'abitato di Impruneta. A testimonianza di questi eventi sono rimasti i Loggiati del Pellegrino, situati a lato della basilica, e, come evento connotativo tradizionale, la Fiera di S. Luca, rimasta per secoli una delle più importanti fiere di bestiame della Toscana, raffigurata in una famosa incisione di Jacques Callot.
La Basilica è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale e molte delle decorazioni che si potevano vedere all\'inizio del secolo scorso (particolarmente il soffitto) sono andate perdute o sono ancora in corso di restauro. La facciata è preceduta da un portico di Gherardo Silvani del 1634, costruito dai fiorentini in ringraziamento ad un intervento della Madonna che avrebbe debellato la peste, e dalla torre campanaria (XIII secolo). L\'interno ad una navata conserva opere di notevole pregio tra cui una Natività del Passignano e una Vocazione di S.Pietro dell\'Empoli. Di fianco al presbiterio due edicole di Michelozzo e decorate da Luca della Robbia conservano le reliquie della Vera Croce, quella di destra, e l\'immagine della Madonna (spesso velata), quella di sinistra, che la tradizione assegna a S.Luca Evangelista, patrono del paese. In controfacciata ha ripreso il suo posto, da pochi anni, la ricca Cantoria del XVIII sec. che ospitava l\'organo del XVI sec.

tavarnelle val di pesa (fi)
escursione in mongolfiera nel chianti
Partenza : 07.00 - Rientro : 09.00
Vivi l\'emozione di fare un volo Mongolfiera nel chianti, rimarrete increduli del paesaggio fantastico ,tutto vi apparira\' in una visione diversa.
stefano il capitano, vi accompagnera\' in questo viaggio, dandovi tutte le spiegazioni possibili.
visita il loro sito:
www.flyballoon.it oppure chiama il: 0558077940

poggibonsi (si)
una citta' tutta da scoprire
Partenza : 11.00 - Rientro : 13.00
L\' origine dell\' insediamento va ricercata quel \"Saint Michel Castellum\" ricordato dall\' itinerario percorso da Filippo II Augusto per tornare in Francia dalla terza Crociata nel 1191, cioè quel castello di Podium Marturi formatosi presso l\' abbazia di San Michele Arcangelo (oggi al suo posto è un castello neogotico), riccamente dotata dal marchese Ugo nel 998. Ai piedi del colle era sorta la pieve di Santa Maria (di cui resta il campanile presso l\' attuale Collegiata), attorno alla quale crebbe il borgo di Marturi, che sarà invece il nucleo rigeneratore dell\' attuale Poggibonsi.
Il castello di Marturi, sul quale avevano signoria i conti Guidi, per esser divenuto un importante nodo stradale sul ramo nuovo della via Francigena, suscitò il risentimento di Firenze che, nel 1115 , lo assalì e lo distrusse. Qualche decennio dopo i conti Guidi, con l\' aiuto dei Senesi, ricostruirono un nuovo castello sul Podium Bonizi, ma la sconfitta dello schieramento imperiale nella metà del XII sec. portava Firenze ad avere sul castello gli stessi privilegi di Siena. Nonostante dovesse giurare fedeltà ad entrambe le città, il nuovo castello , sfruttando abilmente la rivalità che costantemente le opponeva e raggiunto un accordo con gli altri importanti centri della Val d\' Elsa organizzati in comune (Colle e S. Gimignano), riuscì a gestire una certa autonomia. Lo dimostra , se non altro, il fatto che Ogerico, podestà di Poggiobonizzo, emetteva nel 1203 la sentenza per la definizione dei confini tra i territori di Siena e di Firenze nel Chianti. In realtà, la politica di Poggiobonizzo nei confronti delle due città fu più spesso sbilanciata verso Siena, tanto da avere riconoscimenti ufficiali da Federico II , che concedeva la giurisdizione sui vari castelli della (tra i quali quello importante di Staggia), e stringere un\' alleanza con le città, poi sciolta nel 1235. Seguirono alterne vicende, dall\' imposizione fiorentina di demolire parte della fortificazione alla ricostruzione delle stesse dopo il successo ghibellino di Montaperti, dalla fortificazione di Staggia da parte dei Senesi ad un riavvicinamento a Firenze, ma dopo il ritorno dei guelfi a Firenze nel 1267, Poggiobonizzo tornò ad essere luogo di concentrazione di elementi ostili a questa città. Nello stesso anno Poggiobonizzo fu assediato e conquistato da Carlo d\' Angiò che vi iniziò la costruzione di un cassero, ma dopo la disfatta Ghibellina di Colle (1269), tornò ad essere un caposaldo antiguelfo. Nel 1270 il castello fu costretto ad una nuova resa dall\' esercito di Guido di Montfort e Firenze pagò 4000 fiorini a questo condottiero perché lo distruggesse completamente. Di esso rimase praticamente solo la fonte delle Fate, a mezza costa, e gli abitanti si trasferirono in basso, nel borgo di Marturi, dando vita all\' odierno Poggibonsi.
da visitare. la fortezza, la Magione che e\' la chiesa dei Templari,la fonte delle fate, la chiesa di San Lucchese.

gaiole in chianti (si)
UNA BELLISSIMA ESCURSIONE
Partenza : 10.00 - Rientro : 16.00
Alcuni popoli vivevano prima dell\'anno 1000 in piccoli villaggi di altura sui colli intorno alla conca di Gaiole. Furono quelle persone che scesero a valle da Vertine, da Montegrossi, da S.Donato e da S.Piero ad alimentare lungo il torrente Massellone quello che sarà Gaiole, il centro principale dell\'intera vallata. La nascita e lo sviluppo a Gaiole di un importante piazza di mercato che già nel 1215 appare in documenti redatti da notai fù il motivo di attrazione verso il basso. Da una prima piazza in riva destra, il mercato si trasferì in seguito ad una piazza più ampia, quella che oggi è il centro della vita del paese, piazza più grande perché il mercato andò aquistando via via maggiore importanza fino ai tempi recenti. Ne è testimonianza la citazione contenuta in una relazione del Granduca Leopoldo di Toscana, dopo una sua visita in Chianti fatta verso la fine del 1700. A partire dal 1300 Gaiole e la sua comunità diventarono un terziere della Lega del Chianti insieme a Radda e Castellina. Le leghe furono la divisione politico-amministrativa fatta dalla città di Firenze nelle zone di campagna a lei soggette. Dalle leghe dovevano affluire a Firenze soldati e denaro in caso di guerra o di tumulti nella città. Per quattro secoli il territorio fu terreno di confine e di scontro fra le città di Firenze e di Siena e incursioni e saccheggi reciproci si susseguirono durante questo tempo. Gaiole era da sempre nel circondario amministrativo fiorentino, ma nel primo ottocento, durante il breve regno di Etruria, Napoleone lo include nel Dipartimento Senese e così vi rimane fino ad oggi dopo l\'unità d\'Italia e dopo il formarsi delle attuali province

castellina in chianti (si)
UN BORGO DA SCOPRIRE
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.00
Presso Castellina sono avvenuti i più consistenti ritrovamenti archeologici del Chianti: le quattro tombe ipogee del VII-VI secolo a.C. sotto il tumulo del Montecalvario, hanno sempre fatto supporre l\' esistenza di un centro etrusco di notevole importanza, che recenti indizi portano a ubicare tra Casa Vico e Salivolpi, pur essendo il territorio castellinese abbondante di altre testimonianze archeologiche (Rencine, Vignale) e toponomastiche che attestano una notevole ricchezza insediativa in epoca etrusca e romana.
Castellina viene ricordata a partire dall\' XI secolo come dipendenza dei nobili del castello del Trebbio ( attuale Trebbia in comune di Rada ) e della consorteria dei conti Guidi che, nel 1193, di fatto si sottomisero a Firenze. In seguito avrà un ruolo di primo piano nelle contese tra Firenze e Siena, che ebbero nel Chianti il loro principale teatro, per quanto con la pace di Fonterutolui (1201) e il lodo di Poggibonsi (1203)- che facevano seguito ad un primo accordo raggiunto nel 1176 a San Marcellino- la linea di confine tra le due repubbliche fosse già definita e destinata a durare in seguito.
Il territorio castellinese è segnato dalla presenza di molti castelli, talora appartenuti a dinastie feudali, come Monernano, i cui ruderi attestano ancora la potenza degli Squarcialupi, mentre i resti di Rencine a mala pena riescono ad evocare il fortilizio che fu antemurale di Monteriggioni; segnaliamo anche Pietrafitta e Grigniano, ricordati nella donazione che il marchese Ugo fece all\' abbazia di Marturi nel 998, e la Leccia, poi trasformata in villa fattoria. Cosi\' come di chiese che coservano testimonianze del primitivo impianto romanico: le pievi di Sant\' Agnese ( in parte ricostruita dopo danni della guerra e con possenti resti di fortificazioni) , di Liliano (facciata) e di San Leonino in Conio (abside), la \"canonica\" di Rencine (notevole la facciata) e le chiese della piazza, di Ricavo, di Monternano, di Cispiano, di Montanino, di Protine, della Leccia

castelnuovo berardenga (si)
UN BORGO -UNA STORIA
Partenza : 10.00 - Rientro : 15.30
La contrada della Berardenga prende nome dal nobile, di stirpe franca, Berardo, vissuto nella seconda metà del X secolo e discendente da un Guinigi che era stato conte di Siena. Con la disgregazione dell\'ordinamento carolingio e la conseguente perdita del titolo nobiliare, la famiglia della Berardenga riuscì, tra il X secolo e l\'inizio del XIII, a imporre la propria signoria su una vasta zona del contado orientale di Siena, denominata per la prima volta Terra Berardinga nel 1050. Ma fin dalla metà del secolo XII Siena iniziò ad esercitare un controllo sempre più stretto sul territorio, che già all\'inizio del Duecento veniva inserito nell\'amministrazione comitatina, divenendo quindi sede di vicariato nei primi anni del Trecento. Solo nel 1366 il governo senese prese la decisione di costruire al centro di questo importante territorio di confine un nuovo castello: nacque così Castelnuovo, destinato a essere il capoluogo e il fulcro economico della Berardenga. Erano state da poco ultimate le fortificazioni e il castello cominciava a svolgere la propria funzione quando dovette subire l\'assalto dell\'esercito fiorentino capeggiato da Giovanni Acuto (1382); altri tentativi furono fatti da Firenze per togliere Castelnuovo a Siena tra la fine del Quattrocento e l\'inizio del Cinquecento, ma solo nel 1554 l\'intento fu raggiunto con l\'annessione di tutto lo Stato senese al ducato mediceo. Nel comune di Castelnuovo si trova Montaperti, teatro della battaglia del 4 settembre 1260 che vide la vittoria di Siena ghibellina sulle truppe dei fiorentini e dei loro alleati guelfi
DA VISITARE LA CERTOSA DI PONTIGNANO

casole d'elsa (si)
nelle Terre di Siena
Partenza : 10.00 - Rientro : 18.00
Sono scarse le testimonianze attinenti al Paleolitico nella Media e Alta Val d\'Elsa. Gli insediamenti più consistenti sono attestati nella parte bassa della valle, sulle \"terrazze\" prospicienti l\'Arno e, dalla parte opposta, sulle colline che dominano la Val di Merse e i bacini di Pian del Lago e Rosia. Probabilmente la presenza di estese superfici di acqua favoriva la concentrazione di animali selvatici e di conseguenza l\'insediamento di gruppi di cacciatori nomadi.
Allo stato attuale delle conoscenze archeologiche, è con il Neolitico che il territorio di Casole presenta un popolamento abbastanza diffuso, grazie ai fertili altipiani della zona che favorirono le prime coltivazioni. A questo periodo si fanno risalire le asce levigate in diorite e serpentina (rocce presenti nella zona) provenienti da Lucciana, Querceto, Mensano, ora nel locale museo e il \"cono\" di ossidiana (?), per farne frecce, da Le Gabbra.
Con il primo sfruttamento delle risorse minerarie si nota, durante l\'etè del Bronzo, una localizzazione degli insediamenti. Da Mensano uno scalpello in rame, da Querceto un\'alabarda tipo Cotronei (Museo Pigorini di Roma), da La Suvera un\'ascia a \"margini rialzati\" (XVIII-XVII sec. a.C.), ora al Museo Archeologico di Siena. Durante l\'età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.), le località presso i valichi di transito fra le valli fluviali, assunsero sempre più importanza, tanto da favorire un aumento demografico di tutta la zona. A questo proposito sono da evidenziare le \"cinte murarie a secco\" di Lucciana e quelle molto più numerose della Montagnola Senese, ancora per la maggior parte inesplorate.
Dalla località Le Gabbra e podere Casette proviene una necropoli costituita da tombe a pozzetto con deposizione di incinerati entro vasi d\'impasto e corredi costituiti da materiali di uso comune, che fanno ipotizzare una società di tipo \"egualitario\". Alla fine dell\'VIII sec. a.C. è databile un gruppo di bronzi di buona fattura, provenienti da una località imprecisata e ora al museo di Casole. Con il periodo fra il VII e il VI sec. a.C. la popolazione del territorio casolano si \"arricchisce\", sia demograficamente che economicamente, come documentano i ritrovamenti di Cavallano (materiali dispersi), località la Senese, L\'Agresto, la necropoli di Le Ville, con corredi ricchi di buccheri,ceramica etrusco-corizia, attica a figure nere e rosse, oreficerie ( indagine a cura del Gruppo Archeologico Colligiano) ed infine con l\'insediamento in loc. Poggio di Caio, recentemente individuato. Dalla metà del V sec. a.C., lo spostarsi delle più importanti direttrici di comunicazione, unito all\'accentramento delle popolazioni rurali verso i centri di Volterra, mandano in crisi i centri minori. Solo Querceto sembra non risentire della mutata situazione. L\'Ellenismo, con Volterra in piena fioritura ed espansione, porta al territorio di Casole un nuovo sviluppo demografico e consolida un processo di rivitalizazione dell\'agricoltura e dell\'artigianato. Sono a dimostrarlo i ritrovamenti di Orli, Poggio S.Niccolò, Monti, Colonna, tutti presso l\'odierna Casole; Querceto, metato, Rondinicchio, Mammellano e, più lontani, sulla Montagnola, Mucellana e Certosa di Maggiano. In questo periodo la dipendenza da Volterra è totale e lo si nota dalla massiccia presenza di prodotti dell\'artigianato volterrano, spesso realizzato in zona su imitazione.

colle di val d'elsa (si)
citta ' del cristallo
Partenza : 10.00 - Rientro : 16.00
I primi reperti ritrovati archeologici rinvenuti nell\'area di Colle di Val d\'elsa risalgono al IV millennio Avanti Cristo ma non si hanno notizie storiche documentate fino al X secolo. Nel Medioevo la cittadina aveva già raggiunto una notevole importanza grazie all\'abbondanza d\'acqua che opportunamente canalizzata nelle cosiddette gore ne favorì lo sviluppo industriale.
Nel 1269 fu teatro della famosa battaglia tra guelfi e ghibellini e nel 1479 subì l\'assedio delle truppe del Duca di Calabria.
Per tutto il cinquecento segue le sorti di Firenze e dopo la guerra con Siena e la costituzione del Granducato di Toscana diventa sede di una diocesi ad opera di Papa Clemente VII
Nel corso del \'900 è diventata un\' importante centro industriale. Nel 1944 subì i bombardamenti aerei alleati.

monteriggioni (si)
LA VIA FRANCIGENA O ROMEA
Partenza : 01-05-2010 - Rientro :
Gli itinerari tra pievi e castelli
Il tratto della via Francigena che attraversa la provincia di Siena è sicuramente uno dei percorsi più suggestivi, in grado di attrarre nuovi pellegrini alla ricerca di spiritualità, luoghi d\'arte e natura incontaminata.
La via Francigena metteva in comunicazione San Gimignano, Poggibonsi, Colle Val d\'Elsa, Monteriggioni, Bagno Vignoni e naturalmente Siena, sfiorando il Chianti e immergendosi nelle Crete Senesi, e passando accanto a pievi, abbazie, castelli, fortificazioni, romitori e borghi medievali tutti da riscoprire, con itinerari percorribili a piedi (trekking), in bicicletta (cicloturismo) ed a cavallo (ippoturismo).
In Toscana il tracciato segue per lo più la via Cassia, una strada stretta e trafficata, ma da Siena in poi è possibile imboccare strade alternative che attraversano la campagna e piccoli borghi: per questo l\'agriturismo La Torretta, in posizione panoramica a 3 Km da Siena, offre un punto di partenza ideale per intraprendere questo percorso, ed i titolari del \"passaporto del pellegrino\" possono contare sul nostro servizio navetta gratuito.
La via Francigena, itinerario culturale europeo